Shiatsu per la zona lombare

Shiatsu per la zona lombare

Per info e appuntamenti: Angela Bonfadini 348 5719446
Operatrice professionale certificata

L’obiettivo di un trattamento shiatsu sarà stabilizzare e armonizzare l’area lombare, in modo che la tensione (come causa immediata del dolore) si riduca e che il disequilibrio nel sistema della persona, che è alla base della tensione, inizi a riassestarsi con il sostegno e il lavoro dell’operatore.

Il sollievo dal dolore nella parte bassa della schiena dura nel tempo solo se si lavora sul locale e sulla persona nella sua globalità. Nello Shiatsu questo avviene trattando i meridiani, canali energetici che percorrono tutto il corpo e ne mantengono l’equilibrio.

Durante una seduta, l’operatore potrà per esempio lavorare sui muscoli a lato della colonna partendo dalla zona infrascapolare. Questi muscoli corrispondono al decorso del meridiano di vescica, in stretta connessione con la zona lombare. Può essere utile trattare anche la parte alta dei glutei, le gambe fino alle caviglie (soprattutto nel caso di sciatalgia), portando ad un rilassamento della zona lombare con un significativo sollievo dal dolore.

E’ importante che il ricevente si stenda in una posizione comoda, così che la zona lombare possa essere rilassata.

Fondamentale anche rispettare i tempi di cui il corpo ha bisogno per ristabilire l’equilibrio, cercando di non affrettare i passaggi (ad esempio insistendo per sciogliere una tensione) e nemmeno rallentarli, soffermandosi troppo a lungo.

Praticare lo shiatsu sulla parte dolorosa della zona lombare, soprattutto se si trova in fase d’infiammazione acuta, è sconsigliato, si andrà in questo caso ad agire sulle zone circostanti e sui meridiani connessi. E’ sconsigliato altresì, se il dolore è dato da un indebolimento della zona, tonificarla velocemente e in maniera eccessiva.

Per queste ragioni il numero delle sedute utili, verrà stabilito a seconda del singolo caso, di comune accordo tra l’operatore e il paziente. Generalmente è consigliabile partire da un minimo di cinque sedute, una alla settimana, per creare continuità.

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